L'approccio clinico e teorico alle Perversioni sessuali e Processo Psicoanalitico Mutativo

di Francesca Mamo, Annamaria Mandese, Piero Petrini

INTRODUZIONE DEL VOLUME

Il corrente lavoro nasce in seno al metodo PPM (Processo Psicoanalitico Mutativo) della Scuola dell’Accademia di Psicoterapia Psicoanalitica (SAPP) di Roma. La scuola propone questo metodo, frutto della ricerca e dell’innovazione nel campo clinico e scienti!co, che ripercorrendo tutte le tecniche e le teorie psicoanalitiche classiche, ha saputo integrarle con le esigenze dei nostri giorni e con i mutamenti psicopatologici che ne sono conseguiti, fornendo ai giovani psicoterapeuti in formazione delle prassi operative molto utili nel lavoro clinico con i vari funzionamenti di personalità. Il metodo SAPP serve per imparare di più su chi si ha di fronte piuttosto che sui sintomi che il paziente porta, e ad ascoltarsi maggiormente nonché a dare peso a ciò che si vive emotivamente sin dai primissimi contatti con chi richiede l’aiuto professionale. Il metodo è orientato a dare maggiore attenzione ai processi, piuttosto che ai contenuti di una seduta. Ma più di ogni cosa, si impara e sperimenta nelle vesti da clinici quanto trasformativa possa essere una relazione terapeutica, sia per il paziente che per lo psicoterapeuta. Ad oggi, nella pratica clinica, è molto frequente trovare pazienti che riportano in seduta una disfunzione sessuale di varia natura oppure fantasie sessuali aggressive o bizzare. Ci siamo resi conto, in questi anni di formazione e pratica clinica, di quanto spesso i colleghi fossero restii ad esplorare la sessualità dei loro pazienti e in imbarazzo quando questi portavano loro contenuti di natura sessuale. Abbiamo ricevuto tantissimi invii da parte di colleghi in quanto si sentivano incapaci di trattare pazienti aventi una disfunzione sessuale. Portiamo l’esempio di un giovane che era stato 10 anni in analisi senza mai toccare l’argomento della sessualità o trattandolo in modo molto super!ciale. Non appena il paziente ha manifestato il desiderio di parlarne più profondamente nonché un disturbo da eiaculazione precoce, il suo terapeuta l’ha inviato ad un sessuologo poiché sentiva di non avere le competenze necessarie per poter a"rontare tali problematiche. Una volta inquadrato dal punto di vista del funzionamento psichico, si sono trattate insieme al paziente questioni molto importanti dal punto di vista dello sviluppo psicosessuale, attraverso le tecniche proprie del modello PPM, per lo più analizzando sogni, libere associazioni e fotogra!e. Siamo riusciti a tirare fuori il segreto inconfessabile di questo paziente, ovvero un abuso subìto nell’infanzia e il paziente, a seguito di una profonda elaborazione di certi vissuti, è stato !nalmente in grado di interrompere una relazione malsana, di cambiare lavoro e di inseguire il suo sogno di diventare un fotografo. A proposito della sessualità, vi è un campo che più di tutti spaventa i clinici ed è proprio quello delle perversioni sessuali. Si ha sempre e costantemente la sensazione che queste siano viste dalla comunità scienti!- ca ancora come “incurabili, intrattabili, troppo di#cili”. Se analizziamo, però, i funzionamenti prevalenti in questa nostra società, alla luce delle continue modi!che a livello sociale, culturale e tecnologico, ci rendiamo conto di quanto il funzionamento perverso o semplicemente tratti perversi stiano avendo, sempre di più, una maggiore prevalenza all’interno della popolazione. Si ritiene necessario, al di là di una più speci!ca formazione in sessuologia, che ogni terapeuta debba essere preparato sull’argomento e soprattutto che si inizino a inquadrare le perversioni non più come un campo minato ma come un terreno da esplorare e coltivare clinicamente sempre di più, con sforzi scienti!ci e psicoterapeutici di più professionisti della salute mentale. Altro aspetto importante, quando si parla di perversione, tutti pensano alle forme più classiche, come il masochismo, il sadismo, il feticismo e così via. Vi sono, però, delle forme più nuove e meno conosciute di perversione sessuale, che il DSM 5 classi!ca banalmente come “disturbi para!lici senza speci!cazione”, che invece ad oggi sono sempre più frequenti, soprattutto in funzionamenti di personalità tendenti al superamento continuo dei propri limiti e alla ricerca di un godimento sempre più estremo. Quella che segue è una panoramica dei nostri attuali sforzi per sviluppare una classi!cazione dell’ampio spettro di disturbi tradizionalmente raggruppati sotto la voce di “perversioni sessuali” e oggi indicati dal punto di vista medico-psichiatrico come para!lie. Speriamo di fornire un quadro diagnostico utile sia per stabilire la prognosi sia per sviluppare linee guida per il trattamento di questi pazienti. A causa delle limitazioni di spazio, dobbiamo presentare le nostre opinioni in modo breve e, a volte categorico, nonostante ci auguriamo di potere esprimere la nostra convinzione di quanto questo campo sia ancora aperto in termini di conoscenza contemporanea e approcci terapeutici.

Indietro
Indietro

PROCESSO PSICOANALITICO MUTATIVO E GRUPPO TERAPEUTICO