Modello scuola
Sicuramente P.P.M., ispirandosi alla psicoanalisi relazionale risente fortemente dell’influsso delle teorizzazioni più recenti della neopsicoanalisi come il concetto di campo e quello di interpsichico.
Il P.P.M. parte da alcuni assunti di base: l’esistenza di uno stretto rapporto di costante influenzamento bidirezionale tra mondo intrapsichico e mondo relazionale; la bidirezionalita’ di questo influenzamento è più che mai riscontrabile in seno alla relazione analitica tra paziente e psicoterapeuta; il passaggio continuo di flussi rappresentazionali tra i due all’interno di un’area transizionale risente sempre dello statuto riconosciuto all’oggetto e delle difese psichiche attivate, che vengono via via affrontati in un processo elaborativo.
La fase preliminare del P.P.M. è chiamata investigazione Psicoanalitica Mutativa (IPM) e ha come focus la crisi dell’equilibrio psichico del paziente che lo avrebbe confrontato con la propria angoscia.
Già nel corso del primo colloquio si arriva alla formulazione di un’ ipotesi diagnostica di funzionamento psichico e di organizzazione di personalità del paziente che orienterà la costruzione dell’ interpretazione iniziatica mutativa.
Quest’ultima, che si dà alla fine del primo colloquio, mira ad avviare il processo di cambiamento.
Tale obiettivo viene realizzato grazie alla genitalizzazione della relazione tra paziente e terapeuta che implica:
- il passaggio dal piano dell’agire al piano del pensare (avvio della mentalizzazione). Lo psicoterapeuta esce dal gioco agito dal paziente, per ristabilire il suo vecchio equilibrio psichico, dando “senso” al gioco stesso;
- il disinvestimento dello psicoterapeuta come oggetto fantasmatizzato per divenire questi oggetto reale;
- l’avvio del lutto nel paziente nei confronti di un’immagine di sé, delle apparenti gratificazioni reali e delle modalità precedenti di relazione;
- il vedere il momento di crisi come un momento di grande verità , sempre ignorata.
Nel corso dei 3 colloqui successivi il processo diagnostico / trasformativo prosegue dato che il paziente, sotto l’azione della coazione a ripetere, tenderà sempre a rapportarsi allo psicoterapeuta con modalità tali da far reagire questi nel modo più confacente alla riproduzione del suo vecchio funzionamento psichico. Dunque l’analisi del come si relazione al terapeuta e al setting e delle emozioni che suscita –controtransfert – diventano elementi essenziali per la diagnosi di organizzazione di personalità.
È proprio sugli aspetti fondanti l’ organizzazione di personalità del paziente – l’ angoscia , i meccanismi di difesa , l’istanza dominante , il conflitto prevalente – che andrà a concentrarsi tutto il lavoro del processo psicoterapeutico, così come previsto dal metodo del P.P.M., che confronta il paziente con l’auto menzogna difensiva su cui il paziente ha impostato tutta la propria esistenza.
La genitalizzazione del funzionamento psichico del paziente viene favorita nel P.P.M. dal costante richiamo alla triangolazione delle rappresentazioni mentali, favorita dalla ricerca del mancante.