Tavola Rotonda: “L’incontro: leggiamoci dentro. Da Donatello all’Infat Research”

Durante la Tavola rotonda da titolo ‘L’incontro: leggiamoci dentro. Da Donatello all’Infant Research’ , che si è dipanata all’interno dell’ultimo appuntamento seminariale della SAPP (‘I bambini ci guardano’, sabato 17 dic.) con i contributi della dott.ssa Francesca Imperatori, del dott. Luca Salvanelli e della dott. ssa Alessandra Cinardi, è emersa con forza la necessità di un interscambio e dialogo attivo che getti un ponte tra isole differenti del sapere: le discipline psicoterapeutiche, neurobiologiche ed artistiche.

I contributi dei relatori hanno gettato il focus dell’attenzione sulla necessità per la psicoterapia di aprirsi ad altre discipline per affinare le proprie tecniche ed operare al meglio nel campo del disagio mentale, utilizzando altri saperi come “estensione della psicoanalisi/psicoterapia” (Kaes), giacché ogni disciplina si configura di per sé come taglio prospettico altro/terzo per comprendere in profondità la dimensione umana in tutte le sue declinazioni.

Gli psicoterapeuti potranno in tal senso utilizzare la comprensione del sostrato neurobiologico sotteso al comportamento umano per affinare ad hoc le tecniche psicoterapiche nella cura dei disturbi mentali (Panksepp). Gli artisti, dal canto loro, potranno sfruttare la comprensione della percezione e risposta emotiva all’arte per dare nuova linfa vitale alla creatività, e ancora il terapeuta in un gioco di scambi reciproco, potrà usare l’arte come veicolo per elicitare le capacità rappresentazionali/preconsce e di mentalizzazione nei propri pazienti.

Questo interscambio di saperi sarà così foriero di un circolo virtuoso di interazione dinamica e arricchimento tra le varie discipline che tentano a tutt’oggi di gettare luce su tematiche fondamentali della condizione umana.

La psicoterapia dunque, in dialogo costante con l’arte e la neurobiologia, potrà aprire nuovi orizzonti culturali e dimensioni nella scienza della mente, realizzando una delle aspirazioni più sentite attualmente: quella di collegare la biologia del cervello alla psicoanalisi e alle discipline artistiche e umanistiche tout court (Kandel).